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L'associazione Terre des Hommes esprime soddisfazione per la ratifica in via definitiva da parte del Parlamento italiano della "Convenzione del Consiglio d’Europa sulla lotta contro la tratta di esseri umani" (in .pdf) fatta a Varsavia il 16 maggio 2005,
“Questa ratifica permetterà certamente di aumentare i mezzi di contrasto al fenomeno criminale” - ha dichiarato Raffaele K. Salinari, presidente di Terre des Hommes. “Tuttavia - ha aggiunto - vorremmo che si tenessero pure in dovuta considerazione i diritti delle vittime, la necessità di assisterle e sostenerle. La nostra, dunque, è una soddisfazione condizionata al monitoraggio dell'applicazione di questa Convenzione, che non vorremmo fosse utilizzata solo per scopi repressivi ma anche per le finalità umanitarie che sottintende”.
La tratta di persone - spiega l'associazione - è una inammissibile violazione dei diritti fondamentali dell'uomo. Le vittime, tra cui donne e bambini, sono ridotte in schiavitù, segregate e private della loro libertà individuale. Nel mondo le vittime della tratta sono circa 2,7 milioni, di cui l’80 per cento costituito da donne e bambini. Si stima che in Europa siano circa 500mila e in Italia più di 30mila.
La lotta alla tratta di minori è da tempo una priorità di Terre des Hommes. Nei suoi progetti unisce azioni di prevenzione (come sostegno all’istruzione, promozione di attività generatrici di reddito e campagne di sensibilizzazione sia nelle comunità più vulnerabili che a livello internazionale), attività di accoglienza e assistenza legale alle piccole vittime, formazione di funzionari pubblici, avvocati, giudici e forze dell\'ordine. Da cinquant’anni collabora con istituzioni nazionali e internazionali (UE, ONU, ecc.) per la lotta alla tratta a livello globale e nel 1997 ha lanciato la prima campagna “Stop Child Trafficking”.
"Con l'approvazione della Convenzione di Varsavia il nostro Paese si lancia in una lotta senza confine, su scala globale, alla tratta di esseri umani" - ha commentato il Ministro per le Pari Opportunità, Mara Carfagna l'approvazione definitiva della Convenzione di Varsavia, recepita lo scorso 5 febbraio dal Consiglio dei Ministri. "Pene più severe per chi gestisce il traffico delle persone, siano uomini, donne o bambini. E misure assistenziali, compreso permessi di soggiorno, per le vittime sfruttate".
"Il senso della legge - ha aggiunto il Ministro - è quello di affrontare il fenomeno della tratta con un'ottica europea e non solo nazionale. Riguarda innanzitutto la tratta ai fini di sfruttamento sessuale, ma anche il lavoro forzato ed altre pratiche illecite delle persone. La Convenzione di Varsavia pone in risalto il fatto che la tratta costituisce una violazione dei diritti umani e persegue sinteticamente questi scopi con la formula delle quattro P : Prevenire la tratta, Proteggere i diritti umani delle vittime, Perseguire gli autori del reato, Promuovere la cooperazione internazionale".
"Tra la principali proposte italiane, accettate e inserite nel testo della Convenzione, ricordiamo la creazione di osservatori per monitorare il fenomeno e la raccolta di dati relativi alle varie forme di abuso e sfruttamento, per avere un quadro chiaro delle sue dimensioni" - ha sottolineato il Ministro Carfagna. "La Convenzione prevede aggravanti fino a un terzo della pena e tolleranza zero, con il raddoppio delle pene, per le organizzazioni che, allo scopo di “importare” esseri umani, falsificano i documenti". Tre i reati interessati dall'aggravante: riduzione e mantenimento in schiavitù, tratta di persone, acquisto e alienazione di schiavi. Tutti e tre sono stati inseriti tra le disposizioni che consentono l’utilizzazione degli strumenti di indagine utilizzati per il contrasto della criminalità organizzata. [GB]