
www.unimondo.org/Notizie/Nessuno-sviluppo-per-il-continente-senza-stabilita-e-pace-200862
Stampa
Foto: Unsplash.com
Cinquantasette giovani di sedici paesi africani, alunni della Young african leaders initiative del centro regionale leadership di Dakar, in Senegal, hanno scritto una lettera aperta ai capi di stato e di governo dei paesi della Comunità degli stati dell’Africa occidentale. Un documento che esprime preoccupazione per il presente e proposte concrete per il futuro.
Eccellenze, capi di stato e di governo,
preoccupati per il presente e il futuro del nostro continente e più preoccupati ancora per gli eventi attuali all’interno della Comunità economica degli stati dell’Africa occidentale (Cedeao/Ecowas), noi, giovani africani alunni della sessione 14 della Young african leaders initiative (Yali) del Centro regionale leadership di Dakar, provenienti da 16 paesi africani, compresi quelli della Cedeao, abbiamo scelto di inviarVi, tramite la stampa, questa lettera aperta per condividere con Voi le nostre preoccupazioni sui possibili rischi che aleggiano sulla regione e, di conseguenza, su tutto il continente. Inoltre, vorremmo approfittare di questa occasione per farVi giungere alcuni suggerimenti che riteniamo opportuni per i paesi della Cedeao, nel conseguimento dei loro obiettivi di integrazione, di stabilità e di sviluppo.
Eccellenze, capi di stato e di governo,
i fatti che si succedono da tempo nella regione della Cedeao non sono rassicuranti. Mentre i paesi anglofoni (Nigeria, Ghana, Liberia) e Capo Verde presentano una certa stabilità politica, quelli francofoni presentano dei rischi preoccupanti.
Il Togo è appena uscito da una controversa revisione costituzionale e da elezioni presidenziali molto contestate, con la rielezione del presidente Faure Gnassingbé. Il Benin, da parte sua, non ha ancora finito di gestire le conseguenze delle ultime elezioni legislative.
Anche nella Repubblica di Guinea del presidente Alpha Condé la situazione è preoccupante. Le elezioni legislative sono velocemente degenerate in movimenti di protesta, severamente repressi, provocando la morte di molte persone.
Il Mali, patria di Soundiata Keita, si ritrova oggi ad un altro episodio della sua lunga crisi, con un futuro incerto. L’era di Ibrahim Boubacar Keïta ha lasciato il posto a quella della giunta militare, sullo sfondo della quale si rimette in discussione l’ordine costituzionale.
Uscito da una guerra civile dieci anni fa, la Costa d’Avorio è il paese dove già vari segnali preoccupanti inquietano. L’adozione della legge elettorale per ordinanza, la controversa interpretazione della Costituzione, adottata con referendum, che dà la possibilità di un terzo mandato al presidente della Repubblica in carica – così come in Guinea -, l’esclusione di alcuni cittadini dalla lista elettorale, il mancato rispetto delle decisioni dei tribunali sovranazionali, come nel caso del Benin, non sono eventi atti a tranquillizzare le coscienze.
La Mauritania, un paese che vive con gravi casi di disuguaglianza, si trova oggi con un clima politico teso, così anche il Senegal.
E che dire del Burkina Faso che, con Mali, Nigeria, Niger, Camerun e Ciad, subisce attacchi terroristici quotidiani? E che dire della Repubblica democratica del Congo, della Libia, dell’Egitto, dei due Sudan, della Somalia?
L’Africa è con tutta evidenza davanti a una minaccia riguardante la sua sicurezza; sarebbe inutile aggiungere a questa un’instabilità politica che potrebbe sfociare in guerre civili. Le numerose riunioni e decisioni della Cedeao, spesso faticano ad affrontare le sfide che hanno davanti, date tutte le esternalità negative rilevate, frenando così le prospettive di sviluppo economico e sociale della regione, la sua integrazione, la sua pace e la sua sicurezza.
Già da adesso, non è più necessario dimostrare l’impatto diretto di tutto questo sulla stabilità economica e sulla sicurezza dei paesi; e l’inizio di conflitti tra popolazioni e attori politici sembra sempre più probabile.
François Bugnion, ex direttore del Diritto internazionale e della cooperazione presso il Comitato internazionale della Croce Rossa scriveva: “Di tutti i flagelli che possono colpire un popolo o uno stato, la guerra civile è sempre stata considerata come uno dei peggiori. Guerra del figlio contro il padre, del fratello contro il fratello e del vicino contro il vicino, la guerra civile sfocia in una lotta spietata che non si limita allo scontro delle armi. Tradimenti, vendette e regolamenti di conti, la guerra civile scatena le tensioni e gli odi accumulati in una società che non ha saputo evolversi e il cui tessuto sociale improvvisamente si lacera”.
Eccellenze, capi di stato e di governo,
sappiamo tutti che l’Africa è esposta ad altri problemi che ne rallentano lo sviluppo. Dalla minaccia terroristica alla povertà, passando per la disoccupazione, la mancanza di infrastrutture, a una bilancia commerciale fortemente dipendente dall’esterno; il nostro spazio regionale e il continente devono affrontare enormi sfide. Ciò di cui i popoli africani, in generale, hanno bisogno, prima di tutto, è la stabilità e la pace. Questa è la condizione senza la quale non può esserci alcun sviluppo.
Eccellenze, capi di stato e di governo,
Vorremmo invitarVi a diventare più consapevoli delle Vostre decisioni e del loro impatto sui paesi e sugli africani. Dovremmo, insieme, orientare le nostre forze e le nostre azioni verso il raggiungimento di un’Africa unita e prospera, quella che vogliamo; di cui l’area della Cedeao sarebbe uno dei maggiori propulsori di sviluppo.
La nostra sinergia di azioni orientata verso la realizzazione delle nostre sfide in termini di stabilità, crescita, di pace e sicurezza, ma anche d’integrazione regionale, sarebbe fortemente apprezzata.
Si assicurerebbe così lo sviluppo sostenibile della zona Cedeao. Consapevoli del nostro ruolo cruciale di giovani leader africani, rimaniamo fortemente motivati a coinvolgerci in un approccio inclusivo e partecipativo al servizio dello sviluppo, come raccomandato da Cheikh Anta Diop: “Giovani africani, armatevi di scienza fino ai denti, e se non riuscite a unire l’Africa, non sarete all’appuntamento del terzo millennio”.
Pertanto, noi vi suggeriamo:
Eccellenze, capi di stato e di governo,
“Poiché le guerre iniziano nella mente degli uomini, è nella mente degli uomini che devono essere costruite le difese della pace”. Questa verità, fissata come marmo nel Preambolo della carta dell’Unesco, ci porta a credere fermamente che se saranno considerate, le nostre proposte permetteranno alla Cedeao di crescere, e noi e voi, insieme.
Vi ribadiamo il nostro indefettibile impegno per la nostra Africa e la nostra determinazione a lavorare per una migliore gestione degli interessi delle nostre nazioni, per una Cedeao integrata, efficiente e prospera, per affrontare, insieme, le sfide che abbiamo davanti.
Nella speranza che i nostri suggerimenti contribuiscano a mantenere la pace e la stabilità nella nostra regione e nel continente, Vi porgiamo, eccellenze, capi di stato e di governo, i nostri rispettosi saluti.
Hanno firmato :
Da Nigrizia.it