
www.unimondo.org/Notizie/Abruzzo-aprile-dall-anniversario-del-terremoto-alle-manifestazioni-ambientaliste-114426
Stampa
Aprile 2010 è un mese molto intenso per l'Abruzzo. Un anno fa, alle 3 e 32 del mattino l'Aquila e la sua provincia venivano devastate dal terremoto. E' passato un anno, durante il quale sono fiorite molte iniziative di denuncia sociale e di partecipazione civile. Da diversi mesi la sera del 6 viene realizzata una fiaccolata notturna per ricordare i morti e chiedere giustizia, ricordando che moltissime vittime si sarebbero potute evitare senza l'inadeguatezza istituzionale nell'affrontare l'emergenza (da prevedere in una zona a fortissimo rischio sismico) e il mancato rispetto della normativa antisismica. Il 6 aprile scorso, nel primo anniversario della tragedia 25mila persone si sono unite dietro lo striscione "Verità e giustizia" e i volti, sorretti spesso dai familiari, delle vittime. Una manifestazione intensa, struggente, senza alcun simbolo religioso o partitico ma solo la sentita partecipazione composta e civile.
Un altro anniversario che non passerà sottotraccia è quello della tragedia di Chernobyl del 1986, che all'epoca diede la spinta propulsiva decisiva al movimento antinucleare italiano. Da alcuni anni, a partire dalla Francia, è stata lanciata una iniziativa denominata "Chernobyl Day". In Italia, dopo che l'anno scorso non vi era stata partecipazione, quest'anno si è attivata la "Rete Nazionale Antinucleare". L'evento principale sarà un sit-in davanti la sede della Borsa a Milano il 26 aprile, mentre moltissimi appuntamenti verranno organizzati in tutta Italia.
In Abruzzo ci sarà un convegno all'Università di Chieti venerdì 23 aprile, organizzato da
RNA Abruzzo, dal gruppo locale di Pescara di Greenpeace, dall'Abruzzo Social Forum con la collaborazione dell'associazione studentesca 360°. I relatori saranno don Silvio Piccoli, della diocesi di Termoli-Larino (tra i maggiori protagonisti della protesta molisana contro l'installazione a Termoli di una centrale nucleare) e aderente a Pax Christi, Mingucci dei Cobas, Piero Angelini, consigliere regionale di WWF Abruzzo e Fabienne Melmi, portavoce nazionale di RNA.
Due giorni dopo, in occasione della Festa della Liberazione e dell'avvio della campagna per la raccolta firme per i referendum da parte del Forum Nazionale dei Movimenti per l'Acqua, a Vasto (sempre in provincia di Chieti) il WWF Zona Frentana e Costa Teatina e l'ARCI di Vasto-San Salvo promuoveranno un sit-in dimostrativo.
Intanto ieri, domenica 18 aprile, EmergenzAmbienteAbruzzo ha promosso a San Vito Marina - al centro della suggestiva "Costa dei Trabocchi" - una manifestazione contro la deriva petrolifera. Associazioni ambientaliste, comitati locali e cittadini sono scesi in piazza per chiedere che l'economia, la salute e il futuro degli abruzzesi non siano messi in pericolo dall'installazione di impianti petroliferi. La rete, che raccoglie molte realtà della società civile e dell'ambientalismo abruzzese e si è radunata attorno alla dott.ssa Maria Rita D'Orsogna del CSUN di Los Angeles, chiede che si investa in fonti di energia "pulite e rinnovabili" e rilancia il progetto della "Via Verde della Costa Teatina", una pista ciclabile che uninerebbe moltissime località della costa passando sul dismesso tracciato ferroviario.
Unimondo si è già occupato, anche recentemente, della minaccia petrolifera in Abruzzo. Tra i progetti più devastanti, in questi primi mesi del 2010, sono da ricordare quello di perforazione del lago di Bomba, per la ricerca di gas, e Ombrina Mare, un impianto per l'estrazione e il primo trattamento degli idrocarburi che, tra le altre cose, immetterà in atmosfera "più di una tonnellata al giorno di fumi", composti anche da sostanze definite dall'Organizzazione Mondiale della Sanità cancerogene.
Alessio Di Florio