La speranza corre nell’etere

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Radio Elikya – Radio Speranza -, la radio cattolica dell'arcidiocesi di Kinshasa, il 22 settembre scorso ha raggiunto il traguardo dei 15 anni di vita. L'anniversario, celebrato da una messa in diretta presieduta dall’Arcivescovo mons. Laurent Monsengwo, è stato occasione per fare il punto e rilanciare l'impegno nella comunicazione. Ormai modello per tutte le radio cattoliche in Congo, come è stato riconosciuto in occasione della festa per i suoi 15 anni di vita, Radio Elikya si propone di continuare ad essere “sempre più la voce dei senza voce”, come ha scritto nel suo messaggio augurale un ex giornalista dell'emittente.

Nel 1995, oltre alla radio dello Stato, a Kinshasa c’erano solo la radio dei Protestanti e radio Elikya. Ora le radio, nella capitale, sono più di trenta e una cinquantina le TV. Questi 15 anni sono stati segnati da grandi cambiamenti:la fine della dittatura di Mobutu, la ritirata del suo esercito e la conquista da parte dei miliziani di Kabila, nel '97; nel '98 quella che è stata chiamata “la prima guerra mondiale africana” con i suoi 5 e più milioni di morti; l’assassinio di Kabila padre rimpiazzato dal figlio nel gennaio 2001; le prime elezioni nel 2006 e il consolidamento della democrazia (le nuove elezioni sono previste nel 2011).

In questi 15 anni Radio Elikya ha reso enormi servizi alla comunità cattolica, e non, di Kinshasa e di Brazzaville, sull’altra sponda del fiume Congo, ma anche ad una buona parte della popolazione del Bandundu e del Basso-Congo. Spesso, nei momenti più difficili, è stata per tutti un punto di riferimento e di speranza: assicurando, ad esempio, la copertura quotidiana in diretta delle otto settimane di negoziati tra i 350 delegati a Sun City in Sud Africa.

La radio ha seguito passo passo la vita della Diocesi di Kinshasa, la cui popolazione in questi anni è raddoppiata, passando dai 4 milioni del '95 agli oltre 10 milioni di oggi. Il servizio quotidiano di formazione ed informazione di Radio Elikya è sempre stato completamente gratuito. Per funzionare però l'emittente ha bisogno di circa 3.000 dollari al mese. Alcune delle sue trasmissioni sono riprese dalla radio diocesana di Kisantu a circa 100 km di distanza e da quella dei padri passionisti a Mbanza-Ngugu, a 160 km. Di fatto, il bacino di utenza della radio, la sola radio cattolica nella capitale della Repubblica Democratica del Congo, è di circa 14 milioni di persone.

“A 15 anni si lascia l'adolescenza per entrare nell'età adulta. Ed è il momento per qualche buon proposito”, dice il direttore della radio padre Luigi Moser, missionario comboniano trentino. Ad esempio? “Abbiamo uno strumento potente per la formazione e la crescita di questo popolo di Dio, una vera parrocchia del terzo millennio, che presto diffonderà il suo segnale 24 ore al giorno. Si farà più attenzione al contenuto dei vari programmi. E si lotterà con grande creatività contro le varie forme di fatalismo e l'interpretazione fondamentalista della Parola di Dio, tipica delle miriadi di sette presenti sul territorio”.

Radio Elikya proporrà un’alternativa chiara e convincente agli antivalori della cultura sia africana che occidentale. “Il sogno è quello di poter mandare il segnale della radio sul satellite e coprire così tutta l’Africa”, aggiunge padre Luigi.

La radio è stata rinnovata profondamente nei contenuti, in lingala e in francese, grazie ad un palinsesto estremamente vario: i programmi si avvalgono della collaborazione di diverse realtà presenti a Kinshasa, come i Missionari della Società del Verbo Divino, i Gesuiti, i Paolini, i Sacramentini, il gruppo di donne “Ntueno” che tratta i problemi della donna, del bambino e della famiglia in generale, il Centro Lokole sulla politica e sulla società. Altre produzioni, in diretta o preregistrate, sono realizzate dalle varie commissioni diocesane, da gruppi e movimenti. Ogni giorno Radio Elikya diffonde ben 4 notiziari per l’Africa prodotti da Radio Vaticana.

Un altro grande apporto viene da programmi della cooperativa delle radio cattoliche francesi su vari aspetti della vita fatti da specialisti. La radio si è rinnovata anche nel personale, giovane e dinamico (gli operatori sono tre a tempo pieno e quattordici a part-time); nella tecnologia, grazie alle nuove apparecchiature analogiche e digitali; nella diffusione del segnale: dal mese scorso, dagli studi a Limete il segnale viene mandato su una collina a circa 15 Km e da qui diffuso non da più da 4 antenne a 35 metri di altezza, ma da 24 antenne a 110 metri di altezza.

“Finora - confessa padre Luigi - ogni mattina aspettavo le cinque e mezza per sentire se la radio iniziava a diffondere o meno. Se c'era silenzio, con una certa angoscia mi chiedevo se si trattava di un taglio di corrente agli studi o al diffusore, se un fulmine aveva bruciato qualcosa, se era saltato un apparecchio o che altro... E c’era sempre da correre o far correre qualcuno!”.

Ormai modello per tutte le radio cattoliche in Congo, come è stato riconosciuto in occasione della festa per i suoi 15 anni di vita, Radio Elikya si propone di continuare ad essere “sempre più la voce dei senza voce”, come ha scritto nel suo messaggio augurale un ex giornalista dell'emittente.

Augusto Goio da Vita Trentina

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