G8-Bolzaneto: sospendere tutti i condannati, subito una legge sulla tortura

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"Il messaggio dei giudici d’appello, con le 44 condanne per i maltrattamenti e le torture su decine di cittadini detenuti nella caserma-carcere di Bolzaneto nel luglio 2001, è chiarissimo e dev’essere colto immediatamente dalle istituzioni. Tutti i condannati nelle Forze dell’Ordine devono essere immediatamente sospesi dagli incarichi, in modo che non abbiano contatti diretti con i cittadini; gli Ordini professionali devono agire sui propri iscritti con la sospensione: non è più possibile restare nel terreno dell’ambiguità". Lo afferma un comunicato del 'Comitato Verità e Giustizia per Genova' commentando la sentenza in Appello che - ribaltando la sentenza di primo grado - dichiara responsabili civilmente tutti i 44 imputati delle Forze dell'Ordine ei medici in servizio.

."Se la Costituzione è una cosa seria - prosegue la nota del Comitato Verità e Giustizia' - se la tutela dei diritti umani e civili è davvero una priorità, lo Stato deve inviare ai cittadini e ai lavoratori delle forze di polizia un messaggio nitido: l’Italia ripudia i comportamenti che hanno condotto alle condanne di oggi e lo deve dimostrare con atti concreti".

Il Comitato evidenzia quindi l'urgenza di introdurre nella legislazione italiana una legge sulla tortura richiesta da tempo, tra gli altri, anche da Amnesty International e rinnovata di recente in occasione dell'Esame periodico universale del Consiglio Onu dei diritti umani di Ginevra: "Se buona parte delle pene è caduta in prescrizione - sottolinea il Comitato verita e Giustizia - è solo perché l'Italia non ha una legge sulla tortura (reato che per la sua gravità non prevede prescrizione), nonostante l’Italia si sia impegnata oltre vent’anni fa ad approvarne una. Il Parlamento ora non ha più scuse: la sentenza di oggi dimostra che abbiamo assoluto bisogno di quella legge".

La decisione della Corte d'Appello, presa dopo una camera di consiglio di 11 ore, obbliga quindi al risarcimento del danno anche i 30 imputati assolti in primo grado. Sette imputati sono stati riconosciuti colpevoli penalmente, con pene che variano da uno a tre anni di carcere. Il processo di primo grado si era concluso il 14 luglio 2008 con 15 condanne - tutte a membri delle Forze dell'Ordine e comprese tra i cinque mesi e i cinque anni - e 30 assoluzioni. I giudici di primo grado inflissero complessivamente 24 anni di carcere, contro gli oltre 76 anni chiesti dalla Procura, ma con la prescrizione e l'indulto, nessuno dei condannati finì in carcere e i reati erano stati prescritti nel 2009.

L'importanza della sentenza, che riconosce che a Bolzaneto vi furono "gravi violazioni dei diritti umani" è stata sottolineata anche da Amnesty International. "Sebbene le motivazioni non siano ancora note, la sentenza di ieri, ribadendo ampiamente l'esito del giudizio di primo grado, conferma che a Genova nove anni fa si verificarono gravi violazioni dei diritti umani" - ha dichiarato David Diaz-Jogeix, vice direttore del Programma Europa e Asia centrale di Amnesty International. "La sentenza costituisce un passo avanti importante nell'accertamento delle responsabilità per alcune delle gravi violazioni dei diritti umani e di singoli atti penalmente rilevanti commessi a Genova nel luglio 2001.

"La mancanza nel codice penale italiano del reato di tortura, che l'Italia è obbligata a introdurre dal 1988 - ha aggiunto il portavoce di Amnesty International, Riccardo Nouby - ha fatto sì che alla gravità delle azioni commesse non abbiano corrisposto sanzioni altrettanto dure. La previsione del reato di tortura avrebbe impedito la prescrizione. E' importante che anche attraverso questa sentenza non vi siano più altre Bolzaneto in Italia".

I pubblici ministeri Patrizia Petruzziello e Vittorio Ranieri Miniati si sono dichiarati soddisfatti alla lettura della sentenza. "E' stato accolto l'impianto accusatorio. E' stato riconosciuto l'abuso per tutti - hanno detto - e anche i falsi dei medici nelle cartelle cliniche e negli atti delle matricole. Sono state anche aumentate le pene e anche le provvisionali". Soddisfazione anche dell'avvocato di parte civile Stefano Bigliazzi: "La sentenza - ha detto - ha corrisposto integralmente a tutti gli appelli delle parti civili e dei pm. Le prescrizioni, purtroppo, sono un dato di fatto ma non spostano di una virgola il risarcimento del danno".

Durante lo svolgimento del G8 di Genova, oltre 200 persone vennero trasferite a Bolzaneto, dove vennero costrette a rimanere per ore in posizioni dolorose, furono picchiate, minacciate di subire violenze e stupri e sottoposte a perquisizioni corporali eseguite in modo volutamente degradante e a ulteriori umiliazioni. [GB]

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