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Disarmo: dopo lo Start-2 lavoriamo per un’Italia “nuclear free”
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Barack Obama e Dmitry Medvedev hanno firmato a Praga il trattato Start-2 per ridurre le armi nucleari. Stati Uniti e Russia stanno procedendo verso una nuova strategia. "Il movimento per la pace deve cogliere questa occasione per porre sul tavolo l'obiettivo della eliminazione delle 90 bombe atomiche dall'Italia" scrive Alessandro Marescotti di Peacelink. "Occorre forzare la mano e avviare una campagna di opinione che ponga l'obiettivo della denuclearizzazione del territorio nazionale: un'Italia libera dalle bombe atomiche".
Nel 2007 in Italia contro la presenza di bombe atomiche nelle basi americane sono scese in campo diverse associazioni pacifiste. Fu lanciata la campagna "Un futuro senza atomiche" e il 20 luglio 2007 ben 54 associazioni (tra cui Arci, Associazione Ong italiane, Acli, Altreconomia, Beati i costruttori di pace, Chiama l’Africa, Cipsi, Enti locali per la pace e i diritti umani, Nigrizia, Pax Christi, Tavola della pace e Un Ponte per...) depositarono in Cassazione una proposta di legge in cui si chiede che l’Italia sia dichiarata "zona libera da armi nucleari". "E' venuto il momento di riprendere quell'iniziativa, in vista della Marcia Perugia-Assisi del prossimo 16 maggio" - afferma Marescotti.
Come spiega Antonio Mazzeo sul sito di Peacelink di recente e per la prima volta, alcuni paesi europei dell'Alleanza Atlantica starebbero prendendo seriamente in considerazione di chiedere agli Stati Uniti d'America di rimuovere l'arsenale nucleare ospitato nel vecchio continente. La notizia è stata pubblicata da alcune testate giornalistiche tedesche e francesi; più precisamente, Belgio, Germania, Lussemburgo, Olanda e Norvegia sarebbero intenzionate a porre la questione all'ordine del giorno del prossimo summit NATO previsto per il mese di novembre 2010. Per quanto riguarda l'Italia va ricordato che nel maggio 2008, i rapporti dell'US Air Force hanno confermato la presenza di atomiche Usa a Ghedi (Brescia) e Aviano (Pordenone) che nell'insieme sommano una novantina di testate nucleari.
In un'ampia analisi degli eventi intenazionali delle ultime settimana, la coordinatrice della campagna "Un futuro senza atomiche" e attivista della Rete Italiana Disarmo Lisa Clark evidenzia che "dopo tutte queste novità, mi sento di dire che sono stati raggiunti alcuni importanti obiettivi. Adesso ci si può preparare alle quattro settimane di vero dibattito internazionale della Conferenza di Riesame del Trattato di Non Proliferazione di maggio, dove finalmente si potrà iniziare a parlare di ciò che ci sta davvero a cuore: le misure necessarie per realizzare il ‘disarmo nucleare completo e generalizzato, sotto un rigoroso ed efficace controllo internazionale’, come sta scritto nell’articolo VI del Trattato di Non Proliferazione, e come Obama si era impegnato a fare a Praga, il 5 aprile 2009".
"Il ruolo di noi, organizzazioni di società civile, in tutto questo? Continuare a ribadire che l’obiettivo da perseguire è il disarmo nucleare totale - sostiene Lisa Clark. Riconoscere i passi avanti, incoraggiare chi li persegue. Esprimere anche la delusione, dove ci sta, ma non permettere che le delusioni ci impediscano di identificare il positivo. E, soprattutto, mobilitarci per mostrare da che parte sta l’opinione pubblica. La Convenzione per la messa al bando delle armi nucleari potrebbe essere lo strumento giusto, per creare una grande campagna globale, con associazioni, Ong internazionali, sindaci, parlamentari, giuristi, medici, sindacati, e chi più ne ha, più ne metta. I Presidenti (tutti) che vorranno spronare e convincere i recalcitranti hanno bisogno di poter dire: le donne e gli uomini del mondo ci chiedono il coraggio di andare avanti sulla strada del disarmo, con fiducia e con onestà". [GB]






