Conferenza Onu sugli Obiettivi del millennio. Nulla di nuovo.

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Spenti i deboli fari sulla Conferenza ONU sul Millennium Development Goals (MDGs), il miliardo di persone (quasi un sesto dell’umanità, ricordiamocelo) in condizione di miseria e povertà può continuare a rimanere in balia del “libero mercato”. I commenti alle conclusioni del summit sono unanimi: il 90% per cento dei contenuti della dichiarazione finale sono accordi e promesse già presi.

L’Unione Europea si è impegnata a fornire 1 miliardo di €… che aveva già stanziato e non speso in precedenza. Nell’insieme le conclusioni, di cui nessuno parla più, appaiono inaccettabili. Oltre alla poca sostanza, appare fortemente sminuito rispetto al passato il ruolo della società civile e di quelle esperienze diffuse di economia sociale finalizzate al contrasto ed allo sradicamento della povertà (Fair Trade, finanza etica, microfinanza…), mentre l’accento è stato posto sulla collaborazione col settore delle (grandi) imprese private, ritenute anche in questa occasione (era già successo al meeting della FAO) il partner ideale per cogliere gli obiettivi che l’insieme degli stati e della politica globale ha rinunciato a perseguire (direbbe Eduardo Galeano: “viene nominato dottore colui che ha fatto ammalare il paziente“, vedi il suo fondamentale “Le vene aperte dell’America Latina” per cogliere come si è creata storicamente povertà ed esclusione sociale).

Così, in attesa del prossimo summit mondiale sui “Paesi meno Sviluppati” (Inghilterra, 2011), e di quello sullo “Sviluppo Sostenibile” (Brasile, 2012), agli impoveriti rimane la speranza… E non facciamoci ingannare dai numeri: la diminuzione registrata nelle statistiche mondiali rispetto a miseria e povertà (diminuita di 62 milioni di persone, rientrata appena sotto il miliardo) è dovuta non all’efficacia delle strategie messe in campo dalla comunità internazionale tramite il MDGs o la cooperazione internazionale, ma soprattutto alle politiche interne di Cina, India e Brasile, la cui crescita economica ha parzialmente (senza per ora modificare gli enormi contrasti interni, Brasile a parte dove la povertà estrema è fortemente diminuita) ridotto la miseria (che comunque in India e Cina continua a calcolarsi in centinaia di milioni di persone).

Intanto in Italia con i soldi sottratti alla Cooperazione Internazionale si regalano navi alla Libia, finalizzate a contrastare l’immigrazione nelle nostre coste (che costituisce per altro un’infima parte dell’immigrazione globale in Italia), che poi sparano sui nostri pescherecci. Anche questo c’entra con gli Altri Mercati: finché non promuoviamo le sperimentate forme di cooperazione ed economia sociale per contribuire allo “sviluppo” delle popolazioni del Sud del mondo, non resta che mitragliarle mentre cercano di raggiungerci, e spendere molti più soldi per carceri e centri di identificazione.

Giorgio Dal Fiume da Repubblica.it

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