Argentina: contestazioni e niente di fatto sull'Alca

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Capeggiati dall'ex capitano della nazionale argentina di calcio Diego Maradona, dal Premio Nobel per la Pace Adolfo Perez Esquivel e dal leader populista boliviano Evo Morales, migliaia di studenti, sindacalisti, attivisti per i diritti umani e no-global hanno dimostrato ieri il loro no all'Alca (l'area di Libero Commercio delle Americhe) e alla politica di imperialismo economico degli Usa, in apertura del quarto Vertice delle Americhe. Sotto un cielo plumbeo, gli agenti in assetto antisommossa hanno tenuto i 40.000 manifestanti fuori della zona di esclusione. Ma la prima giornata si concludeva con 78 piqueteros arrestati e con scontri per le vie di Mar del Plata: a scatenare i disordini il tentativo di circa 200 manifestanti di sfondare il fitto cordone di polizia posto di fronte all'hotel Hermitage, dove erano riuniti i 34 capi di Stato. Piccoli gruppi, armati di bastoni e a volto coperto, hanno cominciato a bruciare bandiere americane, lanciare pietre contro i poliziotti, infrangere vetrine e dar fuoco a esercizi commerciali. La polizia ha risposto all'assalto con gas lacrimogeni.

Fino a notte inoltrata il segretario generale dell'Organizzazione degli stati americani (Osa), il cileno Josè Miguel Insulza, ha cercato di trovare il terreno solido per un compromesso, ma senza successo ed ha poi cercato di minimizzare: "L'area di libero commercio americana (Alca) non è la questione piu' importante del Quarto vertice delle Americhe -ha dichiarato al quotidiano brasiliano 'O Globo', cercando di minimizzare le divergenze sorte riguardo a una dichiarazione sull'Alca nel documento finale del summit. Riguardo alle tensioni tra Washington e Caracas, Insulza ha poi osservato che i rapporti tra il presidente americano George Bush e quello venezuelano Hugo Chavez risentono della retorica utilizzata dalle due parti, piuttosto che di fatti concreti. "'Le relazioni economiche tra Venezuela e Stati Uniti sono le più solide del continente. Sono grandi partner commerciali" - ha detto Insulza, secondo il quale "sarebbe meglio se ci fosse meno retorica da ambo i lati.

Patrocinato non solo da Bush, ma anche dal presidente messicano Vicente Fox, l'Alca è fieramente avversato proprio dal capo di stato venezuelano Hugo Chavez che nella mattinata di ieri aveva incoraggiato le manifestazioni anti-americane, contestando il neoliberismo, definendolo "una politica capace solo di portare pregiudizi e aumentare la povertà in America Latina". Chavez ha inviato i partecipanti alla manifestazione a "prendere una pala" e seppellire l'Alca: "L'Alca è morta e la seppelliremo qui al Mar della Plata". Chávez si era detto certo che la dichiarazione finale del vertice "non farà menzione dell'Alca", su cui i ministri degli Esteri dei 34 Paesi del Continente non sono riusciti a trovare un'intesa ed ha rilanciato la proposta venezuelana, fortemente sostenuta da Cuba (assente forzata al summit), della cosiddetta Alba - Alternativa bolivariana delle Americhe', un modello alternativo di integrazione economica e politiche sociali che si oppone al neoliberismo.

Alla fine un colloquio privato tra il presidente Bush e l'omologo argentino Nestor Kirchner, il capo dello stato americano ha elogiato i miglioramenti dell'economia argentina ed ha sottolineato la posizione di Kirchner favorevole ad una revisione del ruolo del Fondo monetario internazionale. "Kirchner mi ha detto - ha aggiunto - che la nostra presenza può essere utile nella regione, ed io gli ho risposto che siamo convinti dell'importanza di migliorare le opportunità di sviluppo economico e la lotta alla corruzione". Il nostro paese può essere un esempio, ha concluso, perchè ''gli Usa sono forti ed hanno salute e la gente ha disposizione ad investire''. Il capo dello stato argentino ha concluso il breve contatto con i giornalisti sostenendo che ''abbiamo avuto una riunione chiara, sincera e cruda'', in cui le parti ''non hanno cercato un consenso di maniera, ma la verità".

"Cercare di lanciare l'Alca significa complicare le prospettive del Wto" - ha detto il presidente del Brasile Luiz Inacio Lula da Silva a poche ore dalla chiusura del 'Vertice delle Americhe confermando la sua opposizione al progetto di liberalizzazione dei mercati tenacemente propugnato dagli Stati Uniti - riporta l'agenzia Misna. "È inopportuno discutere dell'Area di libero commercio delle Americhe (Alca, in inglese Ftaa) quando sta per iniziare la riunione ministeriale dell'Organizzazione mondiale del commercio. Cercare di lanciare l'Alca significa complicare le prospettive del Wto". Parlando a nome dei quattro Paesi del Mercosur, Lula ha detto con un velo di ironia: "Questo vertice si occupa di tre temi: occupazione, occupazione e occupazione. Non era mai stato detto in alcun momento che si sarebbe ritornati a parlare dell'Alca, per cui se qualcuno vuole cercare di introdurlo nel documento finale, è naturale che altri si oppongano". Hugo Chavez oggi ha auspicato "una nuova era" nei rapporti tra gli Stati Uniti e l'America Latina. "Possiamo convivere con gli Usa - ha detto Chavez - e avviare una nuova tappa di autentica convivenza fra i popoli d'America latina e il popolo degli Stati Uniti, fra i governi latinoamericani e dei Caraibi e quello statunitense". [GB]

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