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25 Aprile. Liberarci da ciò che facciamo volentieri
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In Italia è scoppiato il festival dell’antipolitica antipartitica. Con più di qualche ragione, ad onor del vero. In vista del 25 aprile vediamo di attraversare alcune nostre tendenze come cittadini per evolvere. In fondo se siamo così mal rappresentati ci dovrà pur essere una ragione.
20 tendenze degli italiani. Noi siamo propensi a:
Raccomandare. Da sempre. Per ogni cosa. Mi manda Picone. Ma scriviamo anche lettere di referenza. Molti le chiedono ed altrettanti le scrivono. Alcuno ci crede. Chi la scrive, spesso, non vede l’ora di compilarla per liberarsi da chi la chiede. E la fa anche bene.
Andare in auto. A parte Bolzano (29%) e Mestre (20%) pedalare sembra sia tanto faticoso quanto pericoloso. Ma, nonostante le raccomandazioni, l’italiano medio, a mo’ di Fantozzi, si mette diligentemente in fila a Natale, Pasqua e Ferragosto. Con la differenza che il mitico ragioniere aveva un’Autobianchi e sosteneva l’economia del Belpaese. Noi no. Noi. no.
Citare in giudizio. Per un nonnulla ci roviniamo la vita. Il ramo del vicino, il parcheggio riservato, i petali dei gerani che cadono sul mio poggiolo ... manco fossero bombe. Ma certo; la casta degli avvocati e dei notai dovrà pur esser mantenuta da qualcuno.
Farci visitare. Tutti dal dotto’. Per farsi dire ciò che sappiamo già ... naturalmente. E giù bigliettoni da cento alla terza casta che da 40 anni non sciopera per i diritti del malato ma solo per il proprio lauto stipendio.
Rivendicare i diritti acquisiti. Poco importa se sono diventati insopportabili privilegi o soprusi. Per Monti i vitalizi già maturati dai parlamentari non si toccano, in quanto “diritti acquisiti”. Diritti che accomunano il senatore con il baby pensionato.... e che ci avvicina alla Grecia.
Impugnare il mansionario. Non tocca a me! Eh, sì certo, ad ogni operatore il suo compito e guai a chi va oltre. Poco importa se in questa scientifica calibrazione si blocca tutto. Ma che importa? Non tocca certo a me. Questione di principio. A ridaie.
Pagare in nero. L’80 % degli italiani sono contro l’evasione fiscale, ma il 60% la pratica. In contanti, per non lasciar traccia. L’Italia è il paese del contante: 9 volte su 10 in moneta sonante. Secondo l’Eurispes il nero è di 540 miliardi, corrispondente al 35% del Pil. Smentisce l’Agenzia delle Entrate che lo valuta “solo” 300 miliardi, cioè 120 miliardi di evasione anno.
Dare la mancia. Chiamatela come volete: tangente, bustarella, mazzetta, percentuale, ma la cattiva abitudine di oliare i meccanismi persiste. E che bello stare nelle classifiche internazionali sulla corruzione dopo il Rwanda.
Seguire i capipopolo. Dategli un condottiero, un senza-pensiero che batta i pugni sul tavolo che “non è giusto, non si può andare avanti così”, ma che non responsabilizza e vedrete il popolo automa alzarsi. E seguire. Impavido. Senza chiedersi chi, con chi, cosa, come, perché, da quando, quanto. Ed ecco il miracolo: Mani pulite abbatte il corrotto ed individua il corruttore. Gli italiani lo incoronano per 20 anni al potere. Senza se e senza ma.
Imboscarsi. Sia il pubblico che il privato è infestato d’imboscati e di altrettanti lavoratori onesti che devono sobbarcarsi il doppio di fatica, passando peraltro per crumiri, per farsi carico dei “facenti pausa caffè ad oltranza”.
Fregarcene. I tiggì privati e di Stato ... l’Isola dei famosi, il Grande fratello e porcherie varie sotto vuoto spinto fanno il pieno di ascoltatori. Le riviste di gossip vanno a ruba nell’Italia con tre quotidiani sportivi. Non si chiede alla casalinga di Voghera di leggere Jeune Afrique ma di aprire un po’ lo sguardo oltrefrontiera questo si.
Scaricare le responsabilità. “Se trovo chi mi ha acquistato casa a mia insaputa lo denuncio”, ebbe a dire un ministro non molto tempo fa. Peraltro tra i più onesti della sua squadra. Nemmeno Totò arrivò a tanto.
Andare a ... . Secondo il Dipartimento per le pari opportunità della Presidenza del Consiglio, in Italia sono “9 milioni” i clienti delle prostitute ...Con tutto il rispetto per l’offerta, perché non si colpisce la domanda che sembra interessare la maggioranza dei maschietti?
Giocarsi tutto. Slot machine, lotterie, gratta e vinci, scommesse, poker on line. Mano ai portafogli, bancomat, carte di credito e conti on line. Un colpo di fortuna e voilà ... l’infelicità!
Conservare. Non solo la quarta età al potere ma anche presentatori, comici, cantanti dello scorso millennio dedicando i funerali di Stato a Mike Bongiorno. Non certo ad Antonio Tabucchi o Miriam Mafai.
Considerarsi caput mundi. Nelle sessioni internazionali spieghiamo tutto a tutti. La sappiamo più lunga...certo. Bè, d’altronde cosa volete che sappia a tal proposito un indiano, un cinese o un brasiliano. Non fanno mica parte del G8 loro. Appunto.
Sparlare di politica. Nel festival dei luoghi comuni. Nel silenzio di coloro che ci dedicano passione, tempo, testa e tasca e che, per amor patrio, preferiscono non replicare.
Discriminare i nostri ed i loro. I bianchi ed i neri. I gialli ed i rossi. I poveri e di brutti. Gli abili dai disabili...abbagliati da 4 immagini Tv che fanno sognare di diventar veline o calciatori.
Rivendicare il proprio diritto a ...Vi siete mai trovati in un aeroporto, porto o stazione ferroviaria d’Europa o del mondo? Potete riconoscere, davanti ad una semplicità difficoltà, i cittadini del Bel paese dalle scenate allo sportello. Si; certo. Come se a casa nostra vi fosse la puntualità nipponica.
Non mollare. La minoranza che crede in un’altra Italia possibile non molla. Ciò dispiace assai alla flaccida maggioranza. Ma non molla. Insiste a puntualizzare, a non far d’ogni erba un fascio, a porsi domande ed ad indicare percorsi. A noi piacerebbe "cercar di tender" d'esser parte di questa minoranza in via d’estinzione, pur consapevoli di esser anche parte a pieno titolo della maggioranza.






