2015: un anno intenso per l’agenda sullo sviluppo globale

Stampa

L’“Anno europeo per lo sviluppo”, coincide con una revisione dell’Agenda europea per il cambiamento e la sostituzione degli obiettivi di sviluppo del Millennio, con nuovi obiettivi globali, rendendo il 2015 un anno cruciale per lo sviluppo. Dalla creazione del primo “Anno europeo” nel 1983, ogni anno è stato dedicato da parte dell’UE a un tema diverso; temi che spaziano dalla musica, alla sicurezza stradale e all’invecchiamento attivo. L’Anno europeo per lo sviluppo nel 2015, lanciato sotto lo slogan “Il nostro mondo, la nostra dignità, il nostro futuro”, segnerà per la prima volta l’interesse dell’Anno europeo verso tematiche globali.

Lo scopo principale dell’Anno europeo è quello di stimolare il dibattito, incoraggiare approfondimenti di opinione, e lo scambio di idee su alcuni argomenti. Indica anche una maggiore attenzione sul tema del processo decisionale, da cui potrebbero scaturire potenziali iniziative legislative. Questo sembra particolarmente adatto  alla politica di sviluppo dell’Unione europea nel 2015. L’Agenda dell’UE per il cambiamento, una strategia europea approvata nel maggio 2012, è oggetto di revisione; aveva lo scopo di concentrare l’assistenza sui 48 paesi meno sviluppati (33 dei quali in Africa sub-sahariana), in particolare nei settori della governance, la protezione sociale, l’agricoltura e l’energia rinnovabile. Si tratta di un cambiamento di finanziamento che è stato criticato da alcuni attivisti contro la povertà sulla base del fatto che le comunità ancora povere nei paesi emergenti sarebbero state abbandonate.

Il programma di cambiamento è legato ad un altro processo cruciale nel 2015, la sostituzione degli “obiettivi di sviluppo del millennio (MDG)” da una nuova serie di obiettivi globali, denominata “obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS)”. Gli MDG, che scadono alla fine del 2015, hanno fornito il quadro fondamentale per gli sforzi di sviluppo nel corso degli ultimi 15 anni e, pertanto, hanno avuto un enorme impatto nel modo in cui l’UE e altri donatori hanno caratterizzato la loro cooperazione allo sviluppo. Nonostante i progressi parziali sugli MDG, e nonostante la crisi economica, l’opinione pubblica europea rimane fermamente convinta della bontà degli sforzi della cooperazione allo sviluppo: si spera dunque che il tema del 2015 per l’Anno europeo sarà  percepito positivamente dai cittadini. Secondo un sondaggio Eurobarometro 2012, l’85% degli europei ritiene che l’Europa dovrebbe continuare ad aiutare i paesi in via di sviluppo. Questa cifra è scesa solo leggermente rispetto al 2009, quando aveva raggiunto il 88%.

“Il supporto continuo per la cooperazione allo sviluppo è di vitale importanza in un mondo in rapida evoluzione”, hanno dichiarato gli eurodeputati in una risoluzione sull’Anno europeo adottato nell’aprile 2014. “Circa 1,3 miliardi di persone vivono ancora in condizioni di povertà estrema” secondo Linda McAvan, membro britannico dei Socialisti e Democratici e presidente della commissione del Parlamento europeo per lo sviluppo, l’Anno dovrebbe aiutare a coinvolgere i cittadini al di là di quelli normalmente attivi nel settore, e dovrebbe dimostrare che i problemi comuni del mondo richiedono soluzioni comuni.

L’Anno europeo per lo sviluppo sarà lanciato l’8 gennaio, e le iniziative saranno effettuate sotto le presidenze lettone e lussemburghese dell’Unione europea. Per dare la dovuta attenzione ai vari aspetti dello sviluppo, ogni mese sarà dedicato ad un sotto-tema: il mese di gennaio sarà incentrato sul tema “L’Europa nel mondo”, febbraio sarà su “Education”, marzo su “Le donne e le ragazze”, aprile sulla “Salute”, maggio su “Pace e sicurezza”, giugno “Crescita verde sostenibile, posti di lavoro dignitosi e le imprese”, luglio su “I bambini e i giovani”, agosto su  “Aiuti umanitari”, settembre su “Demografia e migrazione”, ottobre su “La sicurezza alimentare”, novembre su “Sviluppo e clima azione sostenibile”e dicembre su “I diritti umani e la governance”.

Valentina Pavarotti 

Questa pubblicazione è stata riprodotta e tradotta in inglese con il contributo dell'Unione Europea, nel quadro dei programmi di comunicazione del Parlamento Europeo. La responsabilità sui contenuti di questa pubblicazione è di Unimondo.org e non riflette in alcun modo l'opinione dell'Unione Europea. Vedi la pagina del progetto  BeEU - 8 Media outlets for 1 Parliament 

Ultime notizie

Hebron: l’autunno record di violenza

15 Novembre 2025
Le colonie illegali israeliane sono in velocissima espansione e sono arrivate a soffocare la città. (Monica Pelliccia e Alice Pistolesi)

COP30: la cronaca della delegazione di Agenzia di Stampa Giovanile

14 Novembre 2025
Una delegazione di 9 giovani e ricercatori trentini è alla Conferenza ONU sul Clima (COP30) a Belém, in Amazzonia, per raccontare e condividere il futuro del Pianeta.

Il punto - La diplomazia resta uno strumento fragile

14 Novembre 2025
Le guerre in corso non sono eventi straordinari, ma parte di un problema in espansione. (Raffaele Crocco)

Laura Tussi, la voce radicale della pace

13 Novembre 2025
Laura Tussi, la voce radicale della pace. Impegnata per la giustizia contro riarmo e discriminazioni. (Giorgio Cremaschi e Salvatore Izzo)

Dossier – I portuali contro le guerre nel mondo. Nord Ovest Europa (3)

12 Novembre 2025
Anche nell’Europa occidentale, dal Mar Mediterraneo all’Atlantico, i porti sono crocevia di armi. (Linda Maggiori)

Video

Serbia, arriva a Bruxelles la maratona di protesta di studenti per crollo alla stazione di Novi Sad